Sessione Poster

NANOFILI DI OSSIDI METALLICI IN SENSORI CHIMICI E CELLE A COMBUSTIBILE

ELISABETTA COMINI, Unità di Ricerca INSTM di Brescia

Gli ossidi metallici in forma di nanofili offrono proprietà peculiari sia dal punto di vista elettrico che catalitico che possono essere sfruttate in diversi campi. La loro morfologia aumenta le proprietà legate alla superficie, la loro cristallinità enfatizza la loro stabilita. Queste proprietà sono essenziali sia nei sensori chimici che nelle celle a combustibile. Ossidi metallici in forma di nanofili sono stati integrati in questi dispositivi e hanno mostrato un miglioramento consistente nelle prestazioni.



MATERIALI ELETTRODICI PER LO SVILUPPO DI UNA NUOVA INFRASTRUTTURA INDUSTRIALE PER LA PRODUZIONE ELETTROCATALITICA DI INTERMEDI CHIMICI DA BIOMASSA NELL’AMBITO DEL PROGETTO PERFORM

ROSALBA PASSALACQUA, Unità di Ricerca INSTM di Messina

La ricerca presentata riguarda la trasformazione selettiva, per via elettrochimica, di materie prime da biomassa in intermedi per l’industria chimica e monomeri ad alto valore aggiunto. La ricerca mira a contribuire alla transizione da un'economia basata sui combustibili fossili ad una centrata su risorse di origine vegetale (biomassa). Essa si colloca all'interno delle attività del progetto europeo PERFORM volto a sviluppare una nuova tecnologia per l'elettrificazione dell'industria chimica.



ESPERIMENTI IN SILICO SU NANOTUBI DI CARBONIO ALLINEATI VERTICALMENTE PER MEMBRANE SELETTIVE A CATIONI MONOVALENTI

GIORGIO DE LUCA, Unità di Ricerca INSTM della Calabria

Differenti tecnologie di separazione a membrana richiedono una buona selettività verso cationi monovalenti. Tuttavia, le membrane disponibili mostrano al momento una limitata selettività verso tali cationi. Materiali ione-selettivi sono molto utili sia in batterie al litio o al sodio, sia per il recupero di litio da salamoie. In questo contributo, vengono mostrati esperimenti in silico su nano tubi di carbonio (CNT) allineati verticalmente con diametri progettati ad hoc con l'obiettivo di fornire una nuova alternativa alle classiche membrane a scambio cationico.



HyCARE: HYDROGEN CARRIER PER L’ACCUMULO DI ENERGIA RINNOVABILE

ERIKA DEMATTEIS, Unità di Ricerca INSTM di Torino

L'idrogeno verde può essere prodotto utilizzando energie rinnovabili mediante elettrolisi, immagazzinato in modo sicuro per lunghi periodi e può essere nuovamente riconvertito in energia elettrica quando e dove necessario in una cella a combustibile. Il progetto HyCARE, finanziato dalla “European Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking” (contratto di sovvenzione n. 826352), mira a sviluppare un sistema pilota che integri le energie rinnovabili e la produzione, stoccaggio e uso dell'idrogeno. Sono presentati e gli studi sperimentali su scala di laboratorio, le prove, la modellazione teorica sui materiali e l'implementazione di sistemi integrati eseguiti nei laboratori europei partner del progetto. Lo scopo è sviluppare una soluzione che garantisca uno stoccaggio dell’idrogeno sicuro e riduca il volume necessario per l’immagazzinamento di grandi quantità di idrogeno.



MICROFIBRE POLIMERICHE PER LO SVILUPPO DI SENSORI PER IL MONITORAGGIO AMBIENTALE

ANTONIO FOTIA, Unità di Ricerca INSTM di Reggio Calabria

Questo contributo presenta una ricerca rivolta allo sviluppo di uno strato sensibile di microfibre polimeriche ottenute tramite elettrofilatura per la rilevazione di metalli pesanti in soluzione acquose.



VALUTAZIONE DELLE STRATEGIE DI RICICLO E RIUSO DEI “CRITICAL RAW MATERIALS"

ANGELA MALARA, Unità di Ricerca INSTM di Reggio Calabria

L’accesso a determinati materiali etichettati come “critici”, sia da un punto di vista di abbondanza sulla crosta terrestre che prettamente economico, ha suscitato grande interesse nella ricerca mirata alla loro sostituzione, o allo sviluppo di tecniche di riuso e riciclo. Pertanto, un’analisi di questi aspetti rappresenta uno step fondamentale per l’implementazione di strategie di sostenibilità.



UTILIZZO DELL'ANIDRIDE CARBONICA COME MATERIA PRIMA PER STABILIZZARE I RIFIUTI SOLIDI INDUSTRIALI E MUNICIPALI INCENERITI

GIAMPIERO PASQUALE SORRENTINO, Unità di Ricerca INSTM di Brescia

Nell'ottica di un'economia circolare, il progetto si prefigge di considerare gli scarti dell’incenerimento dei rifiuti solidi industriali e urbani (ceneri pesanti, ceneri volanti e anidride carbonica) e i sottoprodotti residui provenienti dalle centrali termoelettriche come materia prima da sfruttare per il recupero degli stessi e la neutralizzazione delle sostanze tossiche in essi contenuti. Il processo messo a punto sfrutta reazioni chimiche che si verificano mescolando tali ceneri e residui a temperatura ambiente con un dosaggio appropriato. Il risultato è una stabilizzazione delle sostanze tossiche e un incremento della capacità di cattura dell’anidride carbonica, ottenuti utilizzando unicamente scarti senza reagenti chimici commerciali.



CARATTERIZZAZIONE E ANALISI DI SOSTENIBILITÀ DEI PROCESSI PER IL RECUPERO DI FOSFORO DA FLUSSO DI SCARTI INCENERITI

ARIO FAHIMI, Unità di Ricerca INSTM di Brescia

Il fosforo (P) è un nutriente vitale e non sostituibile per tutti gli organismi viventi, ma è anche una risorsa non rinnovabile sempre più in diminuzione. Circa due terzi della fornitura mondiale proviene da Marocco, Cina e Stati Uniti, portando così l'Europa ad avere dipendenza dalle importazioni. Questo lavoro mira ad investigare una innovativa famiglia di materiali a base di ceneri inorganiche ricche di P derivanti da sistemi differenti di combustione proponendo diverse tecniche di recupero e un approccio preliminare allo studio del ciclo di vita (LCA) per la valutazione della sostenibilità di nuove tecnologie di recupero di materie prime da materiali di scarto.



ATTIVITÀ FOTOCATALITICA DI TIO2 DROGATO CON FOSFORO IMMOBILIZZATO SU FILM DI POLIPROPILENE PRE-TRATTATI CON SCARICA CORONA

RAFFAELLA RESCIGNO, Unità di Ricerca INSTM di Salerno

L'idea del progetto è di sviluppare un fotocatalizzatore attivo sotto la luce visibile. In dettaglio, i film commerciali di polipropilene (PP), trattati con scarica corona superficiale, sono stati rivestiti con P-TiO2, utilizzando una sospensione contenente il fotocatalizzatore in forma di polvere. Il trattamento corona è un metodo pratico ed efficace per attivare la superficie del polimero introducendo sulla superfice gruppi funzionali polari. I film di PP rivestiti ottenuti sono stati caratterizzati con diverse tecniche ed è stata infine studiata la loro capacità di degradazione fotocatalitica di un inquinante organico modello (blu di metilene) in presenza di luce visibile.



OSSIDAZIONE SELETTIVA DEL BENZENE A FENOLO MEDIANTE SISTEMI FOTOCATALITICI ATTIVATI DA LUCE VISIBILE DISPERSI IN UNA MATRICE POLIMERICA

OLGA SACCO, Unità di Ricerca INSTM di Salerno

L’oggetto di questo studio è l’ossidazione selettiva fotocatalitica del benzene a fenolo utilizzando un fotocatalizzatore attivo in presenza di luce visibile a base di TiO2 drogato con N (N-TiO2) disperso in una matrice polimerica di polistirene sindiotattico (sPS). La fase polimerica idrofobica, sotto forma di aerogel monolitico (N-TiO2/sPS), svolge un ruolo innovativo nel processo poiché assorbe selettivamente il benzene rendendolo disponibile al fotocatalizzatore, incorporato nella matrice di sPS. Il fenolo, prodotto idrofilo dell'ossidazione del benzene, poco solubile nella matrice polimerica, è rapidamente espulso dall'sPS, garantendo un'elevata conversione del benzene e selettività di processo. Un miglioramento rilevante sia in termini di selettività che della resa in fenolo si ottiene sotto irradiazione con luce visibile.



VERSO UN CICLO DEL FOSFORO PIÙ SOSTENIBILE: POSSIBILITÀ DI RECUPERO DALLA TERMOVALORIZZAZIONE DI RIFIUTI BIOLOGICI

LAURA FIAMENI, Unità di Ricerca INSTM di Brescia

La termovalorizzazione di rifiuti biologici, come i fanghi di depurazione e gli escrementi di pollame, oltre alla vantaggiosa riduzione dei volumi di rifiuti da gestire, produce delle ceneri ricche di nutrienti, primi tra tutti il fosforo. Attraverso un'estrazione chimica ad umido è possibile recuperare dalle ceneri questo elemento sotto forma salina, che può essere riutilizzato nell'industria dei fertilizzanti. In questo modo si recuperano materiali sostenibili da rifiuti altrimenti inutilizzati e si accellera virtuosamente il ciclo del fosforo, che attualmente prevede l'estrazione dell'elemento dalle rocce fosfatiche, risorsa critica in esaurimento.


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