IPERION-HS e l’infrastruttura E-RIHS

Il progetto per infrastrutture di ricerca IPERION-HS (Integrated Platform for the European Research Infrastructure on Heritage Science-H2020 INFRAIA 2018-2020) è la continuazione ed ampliamento del progetto IPERION-CH (Integrated Platform for the European Research Infrastructure on Cultural Heritage-H2020, INFRAIA 2015-2017), concluso nel 2019.

IPERION-HS riguarda in ampia misura il potenziamento della ricerca europea sulla salvaguardia dei beni culturali attraverso lo studio dei materiali ed ha come ambizione primaria costruire e consolidare un’unica infrastruttura pan-europea nell’ambito della scienza del patrimonio culturale intesa come l’insieme interdisciplinare delle applicazioni tecnico-scientifiche per l’interpretazione, la conservazione, la documentazione e la gestione dei beni culturali artistici, archeologici, paleontologici e naturalistici.

IPERION-HS fonda le sue attività su un consorzio di partecipanti, appartenenti a stati membri dell’UE, raggruppati intorno ai loro nodi nazionali. Il consorzio, comprendente prestigiose istituzioni di ricerca che operano nel campo dello studio e conservazione delle opere d’arte, si è formato negli anni attraverso una crescita progressiva della comunità scientifica coinvolta e si è sviluppato intorno ad un primo nucleo, costituitosi nel 2001 con il progetto LabS-TECH, coordinato da INSTM nell’ambito del 5° Programma Quadro della UE. Dopo quella prima esperienza, il consorzio si è ampliato e consolidato attraverso altri progetti sullo stesso tema, che si sono susseguiti con successo nei vari programmi quadro, come Eu-ARTECH del 6° PQ, CHARISMA del 7° PQ e IPERION-CH di H2020.

Le attività previste in IPERION-HS proseguono e ampliano i programmi di accesso transnazionale offerto ai ricercatori europei e dei paesi associati, offrendo ai ricercatori l'utilizzo di tre piattaforme costituite da:

  • archivi di istituzioni di ricerca e culturali operanti nel campo dello studio e conservazione delle opere d’arte, contenenti dati tecnico-scientifici in larga misura non pubblicati (accesso ARCHLAB);
  • sistemi integrati di strumentazioni mobili per misure non invasive in situ su beni immobili o opere che non possono essere trasportate in laboratorio (accesso MOLAB);
  • grandi e medie installazioni (acceleratori, una sorgente di neutroni, un sincrotrone, ...) per ricerche avanzate sulle origini e meccanismi di processi di alterazione, studi di provenienza, microanalisi ad alta risoluzione e altro (accesso FIXLAB).

IPERION-HS sviluppa anche attività finalizzate a rendere più snelle ed efficaci le procedure di accesso, mettendo a punto approcci integrati e ordinati, armonizzando le modalità di selezione delle proposte dei ricercatori e la loro trasparenza, a promuovere l’interoperabilità tra access provider, a identificare pratiche ottimali e protocolli di misura, a sostenere l’uso e il riuso dei dati sperimentali, per evitare duplicazioni, a ottimizzare l’accesso ai dati di archivio (dati e immagini) attraverso l’utilizzo di strumenti informatici in rete e a promuovere l’innovazione attraverso il trasferimento tecnologico.

In IPERION-HS vengono anche svolte ricerche specifiche che riguardano lo sviluppo di nuove metodologie, oppure lo sviluppo di strumenti per l’immagazzinamento e la condivisione in rete di dati scientifici sui beni culturali in vista di futuri programmi di accesso on-line (DIGILAB). Infine, IPERION-HS, in continuità con i progetti che l’hanno preceduto sviluppa anche attività di training per giovani ricercatori e programmi di comunicazione a livello globale.

Come noto, nell’ambito delle attività di Horizon 2020 è previsto che l’Europa si doti di una serie di nuove infrastrutture di ricerca che operino permanentemente in varie aree scientifiche riconosciute dall’ESFRI (European Strategy Forum on Research Infrastructures) come prioritarie e strategiche. Tali infrastrutture saranno rese accessibili in maniera permanente a tutti i ricercatori europei (molte lo sono già), offrendo loro la opportunità di sviluppare al meglio il loro potenziale per l’avanzamento scientifico dell’Unione e promuoverne l’innovazione.

Per assicurare una sostenibilità a lungo termine, la comunità di IPERION ha chiesto ed ottenuto, dal marzo 2016, l’inserimento di una nuova infrastruttura, denominata E-RIHS (European Research Infrastructure in Heritage Science), nella roadmap europea di ESFRI e, dopo una fase preparatoria, sarà lanciata l'infrastruttura E-RIHS-ERIC (E-RIHS-European Research Infrastructure Consortium).

Nelle sue linee generali, l’E-RIHS-ERIC offrirà accesso, come in IPERION-HS e progetti precedenti, ad archivi (ARCHLAB), strumentazione mobile (MOLAB) e a grandi installazioni (FIXLAB). Peculiarità di E-RIHS, tuttavia, sarà un accesso agli archivi suddiviso in due parti: un accesso fisico alla documentazione scientifica e alle collezioni (ARCHLAB, così come in CHARISMA e IPERION-CH) e un accesso digitale ai dati, via rete, che è ancora in fase di costruzione (DIGILAB).

Come previsto nella roadmap ESFRI, E-RIHS, sarà coordinata a livello europeo dall’Italia, e sarà composta da una rete di laboratori articolata in nodi nazionali. L’organizzazione e il coordinamento generale delle sue attività saranno a carico di un hub centrale europeo (E-RIHS.eu) che darà direttive e indicazioni ai nodi nazionali dei Paesi che aderiscono all’iniziativa (E-RIHS.it, E-RIHS.be, ecc…). Oltre all’Italia, circa 20 Paesi hanno già manifestato il loro impegno ed interesse nella costruzione dell’infrastruttura, tra cui: Belgio, Cipro, Francia, Grecia, Germania, Irlanda, Israele, Malta, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Gran Bretagna, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

Per quanto riguarda il nodo italiano, l’infrastruttura ERIHS.it, ancora in fase di costruzione, avrà un carattere distribuito e la sua missione sarà di servire le comunità di ricerca nazionali sul patrimonio, operando con una rete di facilities disseminate sul territorio e collegate in piattaforme di accesso che saranno modellate sulle esperienze già acquisite con ARCHLAB, MOLAB, FIXLAB e DIGILAB. La sede centrale di ERIHS.it avrà un'alta visibilità` internazionale e coinciderà con la sede centrale europea. L’ente attuatore di E-RIHS per l’Italia è il CNR, per incarico del MIUR. Altri ministeri che sostengono E-RIHS sono il MISE, con un commitment con il MiBACT. Il CNR ha già stabilito per lo sviluppo di E-RIHS.it un accordo con altre istituzioni a carattere nazionale in cui sono attive ricerche multidisciplinari nel campo dei beni culturali, quali ENEA e INFN.

È evidente come le iniziative di realizzazione di E-RIHS nazionale ed europea rappresentino un passaggio importante per la ricerca italiana e per INSTM, che si propone come importante centro di aggregazione nell’ambito di E-RIHS.it, capace di rappresentare in maniera adeguata e ed ufficiale i laboratori accademici nazionali interessati all’heritage science. Da questo punto di vista, la Commissione Tutela dei Beni Culturali di INSTM, che opera costantemente un aggiornamento delle attività svolte nell’ambito della scienza del patrimonio al proprio interno, segue con attenzione gli sviluppi del processo di costruzione del nodo italiano.

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