Plastica e economia circolare: un binomio possibile!

Il processo GASIFORMINGTM permette di trasformare il mix di plastiche non riciclabili, il plasmix, in carburante avanzato per l’autotrazione, in particolare per l’approvvigionamento delle stesse flotte di raccolta rifiuti, secondo i dettami dell’economia circolare, in grado di evitare ogni tipo di conferimento a discarica.

Nel solo 2019, infatti, in tutto il mondo sono state prodotte quasi 370 milioni di tonnellate di materiale plastico, 60 milioni delle quali in Europa, di cui quasi il 40% è dedicato al settore degli imballaggi. L’Italia è il secondo consumatore europeo, dopo la Germania, con circa 7 milioni di tonnellate di plastiche, ma nel 2018 poco più della metà, solo 3.6 milioni di tonnellate, sono state raccolte dal sistema di smaltimento nazionale.

Il 35.8% della plastica raccolta è destinato alla discarica. Quella rimanente è suddivisa in base alla qualità e purezza del rifiuto, ma solo il 31.4% della plastica raccolta soddisfa i criteri necessari per essere riciclata e così l’ultimo possibile impiego del rifiuto plastico è stato finora la produzione di energia elettrica negli inceneritori con effetti rilevanti sul rilascio di gas serra. Alla luce dell’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, sta diventando invece essenziale il recupero della maggior parte della materia e dell’energia contenute nelle plastiche tradizionali, specialmente in quelle monouso che, in alcuni settori, come quello medico-chirurgico e nella società civile, hanno avuto il massimo sviluppo a causa della pandemia.

Oggi grazie al Politecnico di Milano e al Consorzio INSTM si può davvero parlare di economia circolare della plastica a fine vita. I due enti, infatti, hanno brevettato un processo e un apparato per la conversione di questo tipo di plastiche (plasmix). GasinformingTM è in grado di fornire elevate rese (superiori agli attuali impianti di pirolisi e gassificazione) e selettività, e al contempo zero emissioni, grazie all’auto-sostenibilità energetica e all’eventuale integrazione di green hydrogen, alla riconversione in situ dell’anidride carbonica e all’elevata flessibilità di esercizio che non lascia residui liquidi e solidi.

La tecnologia prevede un pretrattamento meccanico ed una conversione termo-catalitica del plasmix per trasformarlo in gas di sintesi, una miscela base per le sintesi organiche, con elevato tenore d’idrogeno, mediante un proprietary equipment energeticamente intensificato ed integrato in un processo produttivo per carburanti avanzati. È stata convalidata sperimentalmente presso i laboratori del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano, ed UdR INSTM, mentre lo scale-up industriale è stato convalidato presso i laboratori pilota di Sotacarbo SpA di Carbonia (CI).

Il completamento del percorso di trasferimento tecnologico ed industrializzazione è in corso con la concessione della licenza esclusiva di utilizzo per l’Italia ad Acea Ambiente. Oggi è in costruzione il primo impianto in Centro Italia che entrerà in esercizio entro il Q2/2023 per produrre 16.000 tonnellate/anno di combustibile avanzato da plasmix.

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