Finale nazionale della BISC-E 2026: premiati i migliori progetti italiani nella bioeconomia
Il 28 maggio 2026 il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Industriale (DICI) dell’Università di Pisa ha ospitato la fase nazionale della Bio-based Innovation Student Challenge Europe (BISC-E) 2026, la competizione europea dedicata ai progetti innovativi nel campo della bioeconomia sviluppati da studenti laureandi e dottorandi delle università italiane.
Per la prima volta, la finale nazionale della challenge si è svolta in modalità ibrida ed è stata integrata con la Giornata della Bioeconomia, iniziativa promossa dal Cluster SPRING e organizzata dal professor Renato Iannelli e dalla dottoressa Isabella Pecorini del Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni (DESTEC) dell’Ateneo pisano.
La mattinata è stata dedicata alla presentazione delle attività di ricerca sviluppate dall’Università di Pisa nel settore della bioeconomia, un ambito sempre più strategico a livello locale ed europeo, anche alla luce delle attuali sfide ambientali ed economiche. L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto sulle prospettive di sviluppo di soluzioni innovative basate sull’utilizzo sostenibile delle risorse biologiche.
Nel pomeriggio si è svolta la competizione nazionale BISC-E, con la partecipazione di una giuria composta da rappresentanti del mondo industriale e accademico: Beatrice Mongili di Biosphere, Massimo Bregola di Cargill, Lorenzo Quatrale di Novamont e la professoressa Cinzia Pezzella dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Particolarmente apprezzato l’intervento di Alessandro Bruni, che ha offerto ai partecipanti una riflessione sul rapporto tra ricerca, innovazione e impresa, illustrando il percorso che porta un’idea progettuale dalla fase di sviluppo fino alla sua valorizzazione industriale.
Al termine delle presentazioni, la giuria ha decretato i vincitori dell’edizione 2026. Il terzo posto è stato assegnato a Rifolium, progetto dell’Università degli Studi di Napoli Federico II dedicato alla valorizzazione di scarti agroindustriali locali, tra cui canapa, mais e agrumi, per la produzione di materiali da imballaggio bio-based. Il team ha ricevuto un premio di 250 euro offerto dal Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM).
Secondo classificato BREWD, progetto dell’Università degli Studi di Napoli Federico II che propone la trasformazione delle trebbie esauste e di altri sottoprodotti della birrificazione in una farina funzionale ad alto valore aggiunto, ricca di proteine e fibre. Il riconoscimento, pari a 500 euro, è stato messo a disposizione dall’azienda Biosphere.
A conquistare il primo posto è stato CRIOPURA, progetto sviluppato dal team multidisciplinare H2Ope, formato da ricercatori delle Università di Bologna, Catania, Messina e Roma. La proposta riguarda la realizzazione di un materiale filtrante di origine biologica, rigenerabile e modulabile, progettato per la cattura selettiva degli inquinanti. Il team ha ricevuto un premio di 1.000 euro, offerto da ENCO Consulting, dal Consorzio INSTM e dal coordinamento nazionale della competizione, ottenendo inoltre l’accesso alla fase europea della challenge.
La fase nazionale della BISC-E 2026 è stata organizzata e coordinata dalla professoressa Maria-Beatrice Coltelli del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa e del Consorzio INSTM. L’iniziativa conferma il ruolo dell’Ateneo pisano come punto di riferimento nella promozione dell’innovazione, della formazione e della ricerca applicata nel settore della bioeconomia.