A Erika Dematteis dell’UdR di Torino il premio “Best Researcher of the Year” della Hydrogen Europe Research

Erika Michela Dematteis, ricercatrice presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino, è stata proclamata “Best Researcher of the Year” dalla Hydrogen Europe Research.

L’Hydrogen Europe Research (HER) rappresenta la comunità scientifica all’interno della Clean Hydrogen Partnership, la struttura della Comunità Europea finalizzata allo sviluppo di un nuovo ecosistema industriale basato sull'uso dell’idrogeno e impegnata verso un'economia a emissioni zero. Con oltre 120 membri, che coprono un'ampia gamma di competenze e infrastrutture, HER coordina attivamente l'eccellenza scientifica, lo sviluppo della proprietà intellettuale e il trasferimento tecnologico in Europa. HER promuove nuove idee e guida le scoperte per un nuovo sistema energetico basato sull'idrogeno, sostenendo allo stesso tempo il settore industriale nel suo obiettivo di migliorare le tecnologie attuali e raggiungere la redditività economica per le nuove soluzioni nel mercato.

Ogni anno, la HER assegna diversi premi che mirano a riconoscere i giovani ricercatori (sotto i 35 anni) appartenenti alle organizzazioni associate che hanno contribuito a progetti legati all'idrogeno. Quest'anno, la competizione si è focalizzata attorno a quattro pilastri a sostegno delle tecnologie dell’idrogeno quali: la produzione, lo stoccaggio e distribuzione, gli usi, e su attività trasversali (come la sicurezza, i codici e gli standard normativi o l'istruzione). Inoltre, un premio è stato dedicato al miglior ricercatore dell'anno.

Sono onorata di essere stata selezionata come “Best Researcher of the Year” – ha dichiarato la ricercatrice – Il mio percorso alla scoperta dell’idrogeno è cominciato nel 2015, durante la mia tesi di laurea magistrale presso l’Università di Torino, vedendomi già coinvolta in progetti Europei sulla ricerca fondamentale per sviluppare materiali innovativi per l’immagazzinamento dell’idrogeno allo stato solido in idruri complessi (progetto SSH2S). Lo studio delle proprietà termodinamiche di questi materiali è proseguito durante il mio dottorato, vedendomi coinvolta nel progetto ITN ECOSTORE. Con la prospettiva di sviluppare materiali per applicazioni in larga scala sono infine stata coinvolta durante i miei studi da PostDoc nel progetto Europeo FCH-JU HyCARE, coordinato dall’Università di Torino, che mi ha portato al CNRS di Parigi e visto in prima linea nel divulgare i risultati della mia ricerca su queste tecnologie, sia verso la cittadinanza che verso altri ricercatori. Questo premio corona questo mio percorso e mi motiva nel portare avanti i miei studi, per prendermi cura, attraverso l’idrogeno, di un futuro sempre più sostenibile”.

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