Materiali sostenibili per l’edilizia


MATERIALI ALLUMINOSILICATICI PER L’EDILIZIA SOSTENIBILE

ISABELLA LANCELLOTTI, Cristina Leonelli, Unità di Ricerca INSTM di Modena e Reggio Emilia

La possibilità di utilizzare scarti come materia prima per realizzare nuovi leganti da utilizzarsi in alternativa ad una matrice cementizia tradizionale comporta diversi vantaggi, tra cui un risparmio nell'uso di materie prime non rinnovabili con conseguente salvaguardia delle risorse naturali, una riduzione delle emissioni di anidride carbonica, una loro migliore gestione e un incremento del riciclo in accordo con il quadro legislativo Europeo e Italiano volto a una diminuzione della produzione di rifiuti. In questo intervento si parlerà della formulazione e realizzazione di geopolimeri e materiali ottenuti da polveri di alluminosilicati attivate con soluzioni alcaline e successivamente consolidate a freddo in una matrice solida inorganica simile ad una roccia. Nelle matrici geopolimeriche diversi minerali/materiali/rifiuti possono essere utilizzati come precursori alluminosilicatici. Tra questi, le scorie metallurgiche sia da forno ad arco elettrico che da siviera per la realizzazione di pannelli isolanti e i prodotti vulcanici dell’Etna come materiali per il restauro dei beni culturali.


ADDITIVI A BASE DI NANOFIBRE DI CELLULOSA PER UN’EDILIZIA PIÙ GREEN E SOSTENIBILE

LAURA RIVA, Paola Gallo Stampino, Giovanni Dotelli, Carlo Punta. Unità di Ricerca INSTM di Milano Politecnico
Graziano Elegir, Innovhub Stazioni Sperimentali per l’Industria Srl

In termini di impatto ambientale, i materiali da costruzione tradizionali contribuiscono in modo significativo alle emissioni totali di gas serra e al consumo di risorse, oltre a essere responsabili della creazione di una grande quantità di rifiuti. Per questo motivo il settore sta cercando di trovare soluzioni alternative che includono innanzitutto l'uso di additivi di origine naturale in materiali ad alto impatto ambientale e l'uso di soluzioni totalmente rinnovabili, come le terre crude (argille), quali alternativa ai materiali da costruzione tradizionali. Questa esigenza di perseguire un’edilizia più green e sostenibile, combinata al crescente interesse verso i biopolimeri – tra i quali troviamo la nanocellulosa, facilmente ottenibile da fonti vergini e di scarto – è alla base della ricerca presentata in questo contributo. I test condotti sulle miscele di terra cruda con additivi a base di cellulosa e nanocellulosa hanno dimostrato che l'aggiunta di questi materiali ha un ruolo significativo sulle loro prestazioni come intonaci. Questi risultati promettenti dipendono dal tipo di terra utilizzata e dalla fonte cellulosica da cui proviene l'additivo. Risultati interessanti sono stati ottenuti anche con fibre derivate da fonti non vergini, aprendo nuove opportunità per il riutilizzo di materiali di scarto. L'analisi sulle terre crude è stata inoltre supportata anche da uno studio sul ciclo di vita (LCA) del processo di produzione delle nanofibre di cellulosa, facendo emergere interessanti considerazioni sulla scelta delle fonti e del metodo produttivo della nanocellulosa.

SUNSPACE: COME RIUTILIZZARE SCARTI INDUSTRIALI NON PERICOLOSI PER PRODURRE MATERIALI CHE INTRAPPOLANO IL PARTICOLATO ATMOSFERICO

ANTONELLA CORNELIO, Unità di Ricerca INSTM di Brescia

L’inquinamento dell’aria e la produzione di rifiuti sono due grandi problemi degli ultimi decenni. Il particolato atmosferico (PM) è uno dei maggiori inquinanti presenti nelle aree urbane, responsabile di malattie respiratorie e cardiache e scarsa qualità dell’aria. La grande produzione di rifiuti, esasperata dall’aumento di oggetti monouso a causa del Covid-19, sta ponendo sfide importanti alla loro gestione. SUNSPACE, “SUstaiNable materials Synthesized from by-Products and Alginates for Clean air and better Environments”, propone una soluzione innovativa e con basso impatto ambientale a questi problemi. Prodotto a partire da scarti industriali, come il fumo di silice e la cenere da scarto industriale, con un processo termico a bassa temperatura, SUNSPACE è un materiale poroso che permette di intrappolare il PM. La sua capacità di adsorbimento è stata dimostrata con diversi test sperimentali. L’idea è di applicare questo materiale nel campo dell’edilizia (come intonaco o tegole) o di realizzare oggetti di arredo (vasi). SUNSPACE potrebbe aiutare a ridurre le elevate concentrazioni di PM migliorando la qualità dell’aria nelle aree urbane.

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