Una rete di università per le università

Il terreno sul quale meglio si misura l’utilità di INSTM è la capacità di attrarre finanziamenti per gli atenei. Esso è infatti un ente senza fini di lucro. Fatta eccezione per la piccola quota trattenuta per il proprio funzionamento, i fondi raccolti non possono che andare tutti alla ricerca universitaria, quindi al suo personale e alle sue strutture, o ad altre iniziative istituzionali. Gli strumenti di finanziamento utilizzati dai gruppi universitari attraverso il Consorzio INSTM sono soprattutto quelli che prevedono ricerche interdisciplinari e la presenza di più partner, quindi più difficilmente accessibili da parte dei singoli atenei.

I principali strumenti sono quelli per accedere ai finanziamenti europei, che negli ultimi anni hanno rappresentato circa la metà delle entrate di ricerca di INSTM, ma sono stati utilizzati anche i fondi nazionali e regionali, oltre a diversi strumenti relativi alla creazione di reti di ricerca.

Dal 1992 ad oggi, la stragrande maggioranza delle entrate di INSTM sono andate alle università sotto forma di fondi di ricerca per progetti, spese per i Centri di Riferimento INSTM, fondi per dottorati e assegni di ricerca, fondi di ricerca per giovani ricercatori. Solo una piccola percentuale è stata spesa per il mantenimento della struttura centrale e le attività istituzionali di INSTM. Il resto è stato corrisposto agli altri partner dei progetti coordinati.

Fra le entrate di INSTM c’è anche il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) del Ministero dell’Università e della Ricerca, che è stato messo a buon frutto. Grazie al lavoro di INSTM, l'FFO ha prodotto finanziamenti che, complessivamente, ammontano a milioni di euro all’anno e sono aggiuntivi rispetto alle risorse che i singoli atenei ricevono o potrebbero ricevere da soli. L’effetto leva del contributo del Ministero è dunque notevole.

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