È morto Dante Gatteschi, fondatore e primo presidente di INSTM
È con profondo dolore che comunichiamo la scomparsa, avvenuta nella notte dell’11 agosto, di Dante Gatteschi, professore emerito dell’Università degli Studi di Firenze, scienziato di fama internazionale e fondatore di INSTM. La sua scomparsa giunge a poche settimane da quella di Teodoro Valente e colpisce profondamente la comunità di INSTM, che oggi si stringe nel ricordo di una figura di straordinario rilievo per la ricerca scientifica italiana e per la storia stessa del Consorzio.
INSTM perde non soltanto il suo primo Presidente, ma soprattutto lo scienziato che, più di trent’anni fa, seppe riconoscere l’esigenza di mettere in comune competenze, strumenti e capacità di ricerca allora distribuite in diverse realtà universitarie italiane. La sua visione andava oltre la semplice messa in rete di strutture e laboratori. Era l’idea di costruire una vera comunità scientifica, fondata sul confronto tra competenze diverse, sulla collaborazione e sulla condivisione delle conoscenze, nella convinzione che da queste relazioni potessero nascere nuove possibilità per la ricerca. Nel settembre del 1992, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Padova, Perugia, Pisa, Torino e Roma Sapienza furono tra le università che raccolsero quella visione. Gatteschi ne fu il promotore e il principale punto di riferimento, riconosciuto dai colleghi come primus inter pares. Da quella intuizione nacque il Consorzio, di cui fu prima Direttore e poi Presidente, accompagnandone i primi anni di vita e contribuendo a definirne un’identità fondata sulla collaborazione tra università, sull’interdisciplinarità e sull’apertura internazionale che ancora oggi ne caratterizza le attività. Quella che allora era una visione è diventata nel tempo una realtà scientifica nazionale che oggi riunisce 53 università e oltre 3.000 ricercatrici e ricercatori.
Nato a Firenze il 27 ottobre 1945, Gatteschi si laureò in Chimica all’Università degli Studi di Firenze nel 1969, sotto la guida di Luigi Sacconi, e nella stessa Università svolse l’intera carriera accademica: assistente dal 1969 al 1980, professore ordinario di Chimica generale e inorganica dal 1980, professore emerito dal 2015. La sua attività scientifica si è sviluppata principalmente nei campi della chimica di coordinazione, della magnetochimica e della spettroscopia di risonanza paramagnetica elettronica (EPR). Le sue ricerche hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo del magnetismo molecolare e, insieme a Roberta Sessoli, alla scoperta dei magneti a singola molecola, aprendo un nuovo campo di ricerca tra chimica, fisica e scienza dei materiali. Nel corso della sua carriera ha pubblicato oltre 530 lavori scientifici e ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Bruker Prize for EPR Spectroscopy, l’Agilent Technologies Europhysics Prize, il Franco-Italian Prize e l’International Zavoisky Award. È stato membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei Quaranta, dell'Accademia della Colombaria, della Deutsche Akademie der Naturforscher Leopoldina e dell’Academia Europaea.
Federica Bondioli, attuale Presidente di INSTM: “La scomparsa di Dante Gatteschi rappresenta una perdita profonda per INSTM e per l’intera comunità scientifica italiana. Con lui viene a mancare una figura centrale della chimica internazionale, uno scienziato che ha contribuito a trasformare il modo di studiare il magnetismo molecolare e a orientare lo sviluppo della ricerca nel campo dei materiali. Per INSTM viene a mancare soprattutto il fondatore che ne ha immaginato l’esistenza e ne ha accompagnato i primi passi, imprimendo al Consorzio una visione fondata sulla collaborazione, sull’apertura e sulla condivisione. Il modo più autentico per onorarne la memoria è continuare a coltivare quello spirito e quella visione. L’idea che la ricerca cresca quando persone, competenze e istituzioni scelgono di lavorare insieme vive oggi nelle 53 università che fanno parte di INSTM e continuerà a vivere nel lavoro quotidiano delle migliaia di ricercatrici e ricercatori che ne animano le attività”.
Andrea Caneschi, Direttore di INSTM: “Ricordare Dante Gatteschi per me significa mettere insieme la gratitudine dell’allievo, l’affetto dell’amico e la consapevolezza di aver avuto accanto, per tanti anni, uno scienziato capace di lasciare un segno profondo nella ricerca e nelle persone; penso ai tanti giovani ricercatori stranieri che sono passati dal suo laboratorio fiorentino, il LAMM, e che in questo momento, da professori, mi stanno scrivendo da tutte le parti del mondo. È stato per me un maestro nel senso più pieno del termine: mi ha insegnato il rigore della ricerca, la curiosità e, soprattutto, il valore del confronto e della collaborazione. Ma oltre al rapporto scientifico, nel tempo è nata un’amicizia che ha accompagnato molte stagioni della nostra vita. Di lui mi piace ricordare l'estrema onestà, intellettuale ed umana, e la grande integrità; queste sono le doti che gli hanno permesso di unire, piano piano, la comunità nazionale dei materiali, una comunità aperta ai ricercatori di discipline diverse, che grazie a lui è stata ed è di tutti e non di qualcuno. Questa dote riconosciuta da tutti, gli permise anche di gestire, con grande efficacia, uno dei soli tre Network of Excellence della CE, a guida italiana con 23 unità partner, di cui lui era il cordinatore. Dante aveva una straordinaria capacità di guardare lontano, di vedere possibilità là dove altri vedevano soltanto difficoltà e di coinvolgere le persone nelle sue idee. INSTM è una delle espressioni più concrete di questa sua capacità. Per questo la sua scomparsa lascia un vuoto profondo, personale e scientifico, ma anche una responsabilità: quella di continuare a far vivere, attraverso il nostro lavoro, la curiosità, l’apertura e lo spirito di condivisione che lui ha saputo trasmettere a tanti di noi”.
Il Presidente, il Direttore, gli Organi e i dipendenti del Consorzio e tutta la comunità INSTM si stringono intorno alla famiglia, alle colleghe e ai colleghi, alle allieve e agli allievi e a tutta la comunità scientifica che ha avuto modo di conoscere e lavorare con Dante Gatteschi. Il suo contributo alla scienza e la sua capacità di immaginare una comunità della ricerca più aperta e più connessa resteranno parte di INSTM e della ricerca italiana.