Environmentally friendly biomolecules from agricultural wastes as substitutes of pesticides for plant diseases control (LIFE EVERGREEN)

Partito a fine 2014, “Environmentally friendly biomolecules from agricultural wastes as substitutes of pesticides for plant diseases control” (EVERGREEN) è un progetto a valere sul programma LIFE+ della Commissione Europea nel quale INSTM figura come partner.

Le ricerche – guidate da Stefania Tegli del gruppo di ricerca del Dipartimento di scienze delle produzioni agroalimentari e dell'ambiente dell’Università di Firenze – intendono dimostrare, con esperimenti in vitro e in vivo, l'efficacia e l'affidabilità di alcune biomolecole basate su polifenoli, estratte e purificate da residui e scarti vegetali non destinati al consumo umano ed animale, come prodotti per contrastare i batteri fitopatogeni Gram negativi e i nematodi.

Cosa sono i polifenoli? Sono biomolecole diffuse nel mondo vegetale, metaboliti secondari distribuiti in tutti i tessuti della pianta dove svolgono un ruolo fondamentale: difendere l’organismo da batteri e virus dannosi, ma anche da insetti, nematodi e altri animali; aiutare la pianta ad affrontare gli stress climatici e ambientali. Proprio queste loro proprietà rende i polifenoli vegetali gli ideali candidati a rimpiazzare i pesticidi e i sali di rame in commercio, di elevata tossicità, e a diventare, nell'agricoltura convenzionale e biologica, i prodotti da utilizzare nella lotta ecosostenibile e a basso impatto ambientale delle principali e più gravi patologie che affliggono le coltivazioni.

I primi risultati delle ricerche condotte da Sergio Miele del Consorzio INSTM hanno dimostrato l’effettiva efficacia dei tannini idrolizzabili, estratti dal legno e dalla corteccia del castagno, nell’aumentare la resistenza delle piante ai nematodi. Il passo successivo sarà ottimizzare i processi di purificazione, frazionamento, concentrazione e prototipazione degli estratti polifenolici, al fine di migliorarne l’efficacia antiinfettiva e biostimolante. Di questo si occuperà Annalisa Romani, del laboratorio interdipartimentale PhytoLab dell’Universita di Firenze. Un'ottimizzazione dei trattamenti dei campi sarà realizzata invece su diverse piante e colture aventi elevato valore commerciale e utilizzate come modello (olivo, kiwi, patata, tabacco).

I progetti LIFE+ italiani sono 47, così ripartiti: 35 su "Politica Ambientale & Governance" e 12 su "Natura & Biodiversità". L'importo complessivo dei cofinanziamenti comunitari assegnato ai progetti italiani è pari a 45,9 milioni di euro. L’Italia e la Spagna si confermano come i due Stati Membri che hanno ottenuto la quota più cospicua di cofinanziamenti.


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