Su Nature Communications il lavoro di un giovane ricercatore INSTM sulle memorie magnetiche

Con un lavoro congiunto di tre unità di ricerca INSTM (Catania, Firenze e Parma) coordinate dal Dr. Matteo Mannini, afferente INSTM e ricercatore a tempo determinato presso il Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff” dell’Ateneo toscano è stato dimostrato come, grazie all’ancoraggio chimico su superfici di silicio, sia possibile amplificare la bistabilità e la memoria magnetica di un singolo strato di molecole contenenti ciascuna uno ione lantanide. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature Communications.

I precedenti studi, principalmente condotti su superfici metalliche, avevano evidenziato la riduzione, se non addirittura la soppressione dell’effetto di bistabilità magnetica, una volta raggiunta la nanoscala. Questa ricerca, che ha richiesto notevoli sforzi di sintesi chimica e l’utilizzo di varie tecniche di caratterizzazione di superficie, incluse tecniche basate sull’uso della luce di sincrotrone, ha messo in luce una nuova strategia per utilizzare queste molecole come memorie magnetiche e come elementi attivi in dispositivi basati su fenomeni innovativi.

Il fenomeno investigato dagli afferenti INSTM in collaborazione con i ricercatori del sincrotrone francese SOLEIL risulta infatti di grande rilevanza per le potenziali applicazioni nel campo della miniaturizzazione delle memorie magnetiche e dell’elettronica basata sullo spin (spintronica) indicando una strategia possibile per la realizzazione di dispositivi in grado di sfruttare il magnetismo e gli effetti quantistici di singole molecole.

È rilevante notare come l’effetto rete all’interno di INSTM porti a risultati di grande rilevanza scientifica e come un giovane, che INSTM ha più volte supportato nel passato, ottenga in modo sempre più autonomo, risultati importanti dalla sua ricerca.

Link: www.nature.com.

© 2013-2019 - Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali