INSTM e CSGI alla guida di due progetti di ricerca per la protezione del patrimonio culturale europeo

Quasi 16 milioni di euro, ovvero l’intero ammontare messo a disposizione dal Programma Horizon 2020 nel biennio 2014-2015 nell’ambito delle Nanotecnologie per la protezione e conservazione del patrimonio culturale europeo. Sono, approssimativamente, i finanziamenti che arriveranno in Toscana nei prossimi mesi grazie all’impegno del Consorzio INSTM e del CSGI. I fondi sono quelli messi a disposizione dal programma Horizon 2020 della Commissione Europea e saranno destinati a due progetti di ricerca, coordinati da INSTM e CSGI, che cercheranno, attraverso l’utilizzo di nuovi materiali, soluzioni innovative per la protezione e la conservazione del patrimonio culturale europeo.

Un evento che si presta a significative riflessioni

Innanzitutto sul reale ruolo dei Consorzi nel panorama della ricerca nazionale e regionale. Secondo un’analisi condotta dal MIUR, i settori che meglio sono riusciti a presentarsi in modo coeso, generando masse critiche più significative, hanno avuto superiori tassi di successo nei precedenti Programmi Quadro della Commissione Europea. Ed è questo il caso dei Consorzi Interuniversitari che uniscono e concentrano gli sforzi dei singoli ricercatori per renderli più competitivi nella ricerca di fondi e finanziamenti, a livello nazionale e internazionale.
Un indicatore di rilievo per definire il posizionamento del sistema italiano della ricerca nel contesto internazionale è il tasso di partecipazione e di successo delle proposte nazionali. In tutti quanti, l’Italia è al di sotto della media europea di circa due punti percentuali. In particolare, il tasso di successo dell’Italia nel programma NMP del VII PQ è molto inferiore alla media europea: 12% contro il 34%.
Alle luce di queste considerazioni, il successo dei due consorzi italiani, con sede legale a Firenze ma unità operative in tutta Italia, è davvero eccezionale, soprattutto se ai dati sopra esposti si affianca quello sulla performance italiana, misurata come percentuale di finanziamenti ottenuti sul totale degli erogati, che è in declino negli ultimi anni. Si è passati infatti dal 9,4% nel V PQ all’8,4% nel VII PQ.
E con Horizon 2020 la situazione non sembra destinata a migliorare, anzi la sensazione è che la selezione delle proposte sia ancora più severa e la competizione per le risorse maggiore rispetto ai PQ precedenti, soprattutto per il forte coinvolgimento industriale, necessario per i nuovi progetti, in un panorama nazionale che non vede le aziende molto preparate a sviluppare ricerca ed innovazione.
I Consorzi interuniversitari possono rappresentare la chiave d’accesso ai finanziamenti europei sia per le università sia per altre istituzioni, i compagni ideali con cui lavorare in modo sinergico per dirottare fondi consistenti destinati alla ricerca in Italia. La difficoltà di accesso ai finanziamenti europei e la rilevanza del finanziamento complessivo accordato ai progetti testimonia il riconoscimento dell'eccellenza della ricerca accademica, svolta in questo settore strategico per il Paese e per la Toscana in particolare.

Quali sono i due progetti?

In risposta alla call "Materials-based solutions for the protection or preservation of European Cultural Heritage", sono risultati vincitori soltanto due progetti su 76 proposte. Entrambi hanno capofila e coordinatori toscani (Piero Baglioni del CSGI e Andrea Lazzeri del Consorzio INSTM), a conferma della posizione di leadership internazionale dell’Italia e in particolare della Toscana nelle tecnologie per il restauro e la conservazione del patrimonio culturale. I due progetti sono:

  • Nano-Cathedral (Nanomaterials for conservation of European architectural heritage developed by research on characteristic lithotypes), presentato da INSTM, ha ricevuto un finanziamento di circa 6,5 milioni di euro e mira a sviluppare, su scala nanomerica, nuovi materiali, tecnologie e procedure per la conservazione delle pietre degradate in edifici monumentali e cattedrali e di alto valore architettonico, con particolare enfasi sulla salvaguardia dei materiali originali. Il progetto Nano-Cathedral ha già ottenuto il supporto del Consiglio Regionale della Toscana (Deliberazione 20 ottobre 2014, n. 875) in merito all'interesse legato alle priorità regionali per il restauro e la conservazione del patrimonio culturale. Tra i partner del progetto, oltre al coordinatore INSTM, sono presenti, l’Università di Pisa, l’Opera del Duomo di Pisa e la società Colorobbia di Empoli.
  • Nano-Rest-Art (NANOmaterials for the REStoration of works of ART) presentato da CSGI, coinvolge CNR e gli Enti di ricerca e museali europei più importanti, con un finanziamento di circa 9 milioni di euro. Il progetto è incentrato sullo sviluppo e l’utilizzo di nanomateriali e di metodologie avanzate, e a basso impatto eco-tossicologico, per la conservazione dell’arte moderna e contemporanea, area in cui CSGI è riconosciuto leader mondiale.
La presentazione del 3 giugno

Il lancio ufficiale dei due progetti, che avverrà a Firenze il prossimo 3 giugno a partire dalle ore 9.30 presso l’Auditorium di Santa Apollonia al civico 25 di via San Gallo.
L’evento sarà un momento catalizzante per gli addetti ai lavori del settore Cultural Heritage, che avranno modo di confrontarsi con i partner progettuali coinvolti: 17 Università, 12 aziende, 4 musei e 12 enti pubblici di 15 paesi diversi.
A fare gli onori di casa la Senatrice Rosa Maria di Giorgi, Segretaria della Presidenza del Senato, la Prof.ssa Donata Medaglini, Delegato Nazionale sul tema Nanotecnologie presso la Commissione Europea, il Prof. Alberto Tesi, Rettore dell’Università di Firenze ed il Prof. Paolo Ferragina, pro Rettore dell’Università di Pisa.

Il programma è scaricabile qui.

© 2013 - Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali