Accordo INSTM-Regione Lombardia: conosciamo i progetti SMEMPOL e SIA(F)

Sviluppo di materiali polimerici a memoria di forma per impieghi biomedicali (SMEMPOL) è un progetto che porta l’obiettivo nel proprio nome: studiare e mettere a punto materiali in grado di ritornare spontaneamente ad una forma stabile predefinita e che siano anche biodegradabili.
Anche questo progetto è stato finanziato nell’ambito dell’accordo di collaborazione siglato da INSTM e Regione Lombardia e presentato il 13 luglio scorso a Milano nel corso di una giornata dedicata ai risultati raggiunti nella prima annualità dell’accordo.
Cosa sono i materiali a memoria di forma? Con questo termine si identificano materiali che se deformati mediante applicazione di una specifica sollecitazione in condizioni di temperatura controllata sono però in grado di tornare alla forma originaria. Uno dei campi applicativi di maggior interesse è quello del settore biomedico, dove trovano già applicazione in chirurgia. A tal fine la biodegradabilità del materiale è un requisito importante, qualora sia necessaria una progressiva biodegradazione del dispositivo, poiché in questo modo non sono necessari nuovi interventi chirurgici per la rimozione del dispositivo medesimo.
La ricerca si è concentrata sul policaprolattone (PCL) , materiale biodegradabile, e sullo sviluppo di nuove tecniche per conferire al materiale la capacità di recuperare rapidamente la forma permanente per effetto di semplice riscaldamento alla temperatura corporea. I risultati finora ottenuti hanno già permesso di centrare tutti gli obiettivi inizialmente previsti. Infatti si sono ottenuti materiali in grado di recuperare la forma permanente in frazioni di secondo a temperature di 30-40°C. Inoltre, i materiali ottenuti hanno mostrato caratteristiche di memoria di forma a due vie, ovvero capaci di passare ripetutamente da forma temporanea a forma permanente sotto l’azione di un ben definito ciclo termico. Tale proprietà è interessante perché dovrebbe consentire di utilizzare questi materiali come attuatori meccanici.

Il progetto di ricerca Sistemi di illuminazione antibatterici (e fotocatalitici) – SIA(F) ha come intento lo sviluppo di sistemi fotocatalitici e antibatterici, con particolare riguardo all’utilizzo del biossido di titanio (TiO2) , una molecola in grado di degradare per ossidazione numerosi composti organici, proprietà importante per lo sviluppo di una nuova classe di materiali dotati di proprietà autopulenti e disinquinanti.
Nello specifico sono stati sviluppati trattamenti sol-gel in grado di ottenere nano-dispersioni di TiO2 e di TiO2 con argento (Ag, un altro elemento con proprietà antibatteriche conosciuto fin dall’antichità), sono state poi studiate sia la deposizione delle nano-dispersioni ottenute su substrati polimerici trasparenti agli UV, ottenendo in questo modo un film sottile di TiO2 e di TiO2/Ag, sia trattamenti di ossidazione anodica e Anodic Spark Deposition (ASD) in grado formare film di TiO2e di TiO2/Ag su un substrato di titanio. Una volta selezionati i trattamenti più efficaci ed efficienti sulla base di prove preliminari di fotocatalisi e antibattericità, si è passati alla fase di sviluppo di un dispositivo filtrante con i film ottenuti.
L’attività proseguirà con la verifica della possibilità di utilizzare filtri con proprietà antibatteriche in impianti esistenti che prevedano ricircolo dell’aria (condizionamento, riscaldamento, ventilazione, per fare alcuni esempi).
Sono in atto contatti per future collaborazioni con aziende che lavorano nei settori di impianti di condizionamento, di sistemi di illuminazione e nel settore degli elettrodomestici.

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