Accordo INSTM-Regione Lombardia: focus sui progetti NANO-MRI-TARGET e Bio-Sign

Preparazione di nano-particelle biocompatibili composte da polimeri o materiali organici e inorganici (nano-particelle ibride) da utilizzare sia per la diagnosi, come agenti di contrasto per imaging mediante Risonanza Magnetica, sia per la terapia antitumorale, mediante effetto “ipertermico”. È lo scopo del progetto Nanovettori multifunzionali di nuova sintesi per MRI, rilascio di farmaci e targeting cellulare e molecolare (NANO-MRI-TARGET) finanziato nell’ambito dell’accordo di collaborazione siglato da INSTM e Regione Lombardia e presentato il 13 luglio scorso a Milano nel corso di una giornata dedicata ai risultati raggiunti nella prima annualità dell’accordo.
Le nano-particelle attualmente oggetto di studio sono composte da polimeri biocompatibili e biodegradabili coniugate a molecole organiche, ioni metallici, particelle di ossidi di ferro, che permettono al complesso di rispondere a stimoli magnetici. Tale capacità è essenziale sia per il loro utilizzo nella Risonanza Magnetica, sia indurre ipertermia, vale a dire un surriscaldamento localizzato delle nano-particelle esclusivamente a livello della massa cancerosa che ne provoca la sua completa distruzione.
Gli studi finora eseguiti, hanno dimostrato che questi sistemi sono dotati di buone proprietà di risposta magnetica e, nel caso delle particelle di ossido di ferro, l’associazione con il polimero, che funge da vero e proprio nano-vettore, facilita la dispersione nei fluidi biologici e non altera la capacità di provocare ipertermia.

Le attività condotte nell’ambito del progetto Bio-plastiche per il design (Bio-Sign), anch’esso presentato il Regione Lombardia lo scorso 13 luglio, hanno ad oggi consentito la sintesi e caratterizzazione di due co-poli(estere-ammidi) ad architettura complessa, PA11 e PLA. Nella fase di prosecuzione, l’attenzione sperimentale e tecnico-scientifica sarà posta sulla loro valutazione come materiali eco-compatibili per il design.
Una possibile filiera produttiva completa potrebbe andare dall'agricoltura per la produzione dei prodotti per arrivare alle aziende biotecnologiche per fare i monomeri, alle aziende piccole, medie o grandi per produrre i polimeri a struttura innovativa realizzati dai ricercatori INSTM.

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