COSMOS: una nuova materia prima preziosa per l’economia europea in crisi

Un nuovo metodo per riciclare le ceneri leggere prodotte dell’incenerimento dei rifiuti solidi urbani ottenendo un materiale grezzo del tutto sicuro e versatile che può essere riutilizzato completamente in diverse applicazioni che spaziano dall’edilizia alla produzione di gioielli. Una vera e propria nuova materia prima, preziosa per l’economia europea perché consentirebbe di preservare le (scarse) risorse naturali del continente e di eliminare definitivamente, in un prossimo futuro, le discariche delle polveri prodotte da rifiuti solidi urbani e, di conseguenza, il problema del loro smaltimento. Con un valore aggiunto da non sottovalutare: la nuova tecnologia, sviluppata presso l’Università di Brescia, sequestra dall’ambiente l’anidride carbonica prodotta da altri processi industriali e permette di rendere inerti le ceneri leggere, estremamente dannose per l’ambiente e per la salute, soprattutto per l’elevata presenza di metalli pesanti che possono essere rilasciati nell’ambiente con estrema facilità.

Sono questi i risultati e gli obiettivi del progetto COSMOS, finanziato nell’ambito del programma Europeo LIFE+, che vede come capofila l'UdR INSTM dell'Università di Brescia.

Il background. L’economia europea è basata su un alto livello di consumo di risorse, tra cui materie prime molto scarse nel nostro continente. Circa un terzo di queste risorse finiscono poi come rifiuti ed emissioni per un totale di quasi 4 tonnellate pro capite per anno nei territori membri dell’Area Economica Europea.
Il riciclaggio è generalmente la migliore strategia di gestione dei rifiuti e l'utilizzo dei residui da combustione dei rifiuti solidi urbani è un importante traguardo, fissato dalla Commissione Europea, nella gestione integrata dei rifiuti. Purtroppo questo non è facilmente ottenibile per le ceneri leggere, che causano significativi problemi ambientali, dovuti al rilascio di agenti contaminanti a breve e a lungo periodo. Si tratta di componenti tossici in quantità limitate o in elevate percentuali (arsenico, berillio, boro, cadmio, cromo, cobalto, piombo, manganese, mercurio, molibdeno, selenio, stronzio, tallio, vanadio, diossine ed idrocarburi policiclici aromatici) che possono migrare nell'ambiente tramite soluzioni acquose, andando a finire nelle falde.

Nessun pericolo per la salute. Il metodo messo a punto dai ricercatori INSTM converte le ceneri leggere in una sostanza sicura, una polvere denominata COSMOS. Il trattamento è semplice e necessita di anidride carbonica che è sequestrata dall’ambiente durante il processo di inertizzazione. Sono stati poi condotti test per valutare il rilascio di sostanze tossiche confrontando i dati provenienti da ceneri non trattate con quelli relativi a campioni di COSMOS. Per tutte le sostanze tossiche i risultati dei test hanno dimostrato, in definitiva, che il COSMOS è una risorsa sicura e che pertanto potrà essere riutilizzato efficacemente.

Le ricadute. Per capire la portata della ricerca bastano alcune semplici osservazioni. Ad oggi, una delle più diffuse strategie usate per la gestione delle ceneri leggere è un primo trattamento, seguito dallo smaltimento in discarica. Un'altra comune possibilità per la gestione delle ceneri leggere è lo stoccaggio permanente in siti per lo smaltimento di rifiuti pericolosi. Il materiale stabilizzato ottenuto dal trattamento delle ceneri leggere con il nuovo metodo è invece tutto completamente riutilizzabile, senza dover ricorrere alle discariche. Questo potrebbe contribuire all’ambizioso obiettivo di migliorare la politica di riciclaggio dell’Unione Europea riguardo alla scelta del trattamento dei rifiuti, eliminando definitivamente, in un prossimo futuro, le discariche delle polveri prodotte da rifiuti solidi urbani. Inoltre, i primi dati mostrano che le proprietà meccaniche di questo inerte sembrano essere molto promettenti, incrementandone il suo valore commerciale. Questo potrebbe consentire di introdurre sul mercato una nuova materia prima da utilizzare, ad esempio, nell’edilizia come riempitivo per il cemento. Una risorsa preziosa per l’economia europea, perché consentirebbe di preservare le risorse naturali, rendendo questo processo sostenibile.

Sono quaranta. COSMOS non è però il solo progetto presentato da ricercatori italiani ad aver aderito in questi anni all’iniziativa. Sono infatti ben quaranta, declinati nei diversi campi dei settori ambiente, energia e sostenibilità: acqua, aria, energia e clima, pianificazione e gestione ambientale, processi di produzione industriale, qualità della vita, suolo, land-use e agricoltura, trattamento dei rifiuti, solo per fare alcuni esempi. La maggior parte di questi progetti hanno un denominatore comune: propongono tecnologie innovative per sostituire prodotti sintetici, con materiali più ecologici e sostenibili. Altri invece, presentano soluzioni per l’ambiente che passano attraverso la condivisione delle conoscenze. Come ad esempio OPERA, l’altro progetto di cui l’Università di Brescia è capofila, che definisce e pianifica una strategia ‘territoriale’ per il monitoraggio e la riduzione delle emissioni di gas serra, anche con il supporto di software destinati all'utilizzo dei legislatori locali. La metodologia consente di identificare l’insieme di misure di riduzione delle emissioni che devono essere incentivate o introdotte per diminuire le concentrazioni degli inquinanti secondari (PM e ozono) a costi di intervento più contenuti possibile.
L'elenco completo può essere consultato sul sito www.ing.unibs.it.

Il programma LIFE+. È il principale strumento finanziario con il quale l’Unione Europea promuove la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile nei territori degli Stati Membri. L’obiettivo principale del programma è offrire un sostegno specifico, a livello comunitario, alle misure e ai progetti aventi valore aggiunto europeo per l'attuazione, l'aggiornamento e lo sviluppo della politica e della normativa comunitaria in materia di ambiente. Link: ec.europa.eu.

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