BioMAN, un progetto CARIPLO per biovalorizzazione del Distretto chimico di Mantova

Bio-Revaluation of the Chemical District of Mantova by Planning Non-Food Biomass Supply and its Upgrading to Bio-Products (BioMAN) è il progetto finanziato dalla Fondazione CARIPLO partito lo scorso febbraio. Il capofila è il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica del Politecnico di Milano. INSTM figura nel partenariato con la Provincia di Mantova, il Centro di Ricerca e Trasferimento Tecnologico AGIRE e il Consorzio Italbiotec.

La storia del Polo Chimico di Mantova è caratterizzata dalla progressiva perdita di competitività dell'industria basata su combustibili fossili che ha portato all’attuale forte perdita di posti di lavoro. In conseguenza delle scarse prospettive di successo delle industrie tradizionali e dell’impatto ambientale elevato delle stesse, l’interesse si è progressivamente spostato verso lo sviluppo di nuove iniziative industriali più eco-compatibili e sostenibili, legate alla green-economy.

Il principale scopo del progetto è studiare e predisporre un piano di approvvigionamento di biomassa in regime di filiera corta (70 km intorno a Mantova) da utilizzare come materia prima di natura ligno-cellulosica per una bioraffineria di seconda generazione che li convertirà a bioetanolo, biometanolo, xilitolo e bio-prodotti (bio-pannello truciolare, biochar). Inoltre la bioraffineria riutilizzerà lignina ed effluenti salini e genererà sottoprodotti ad alto valore aggiunto, quali polifenoli, tannini, zuccheri, ed altri elementi a potenziale accesso per il mercato nutraceutico.

Il passaggio ad un modello industriale di bioraffineria si fonda sulla possibilità di avere nel Distretto una fonte stabile (in termini di disponibilità e prezzi) di materie prime vegetali che non competa però con le produzioni food e feed. Sarà, quindi, seguito un approccio olistico, ricorrendo alla raccolta di residui colturali con poco o nullo impiego nelle filiere agricole (stocco di mais, cime di pioppo e paglia di riso), alla coltivazione di specie non food perennanti (Arundo donax e short rotation forestry di pioppo) su terreni esposti in passato ad inquinamento industriale, con finalità di fitorimediazione, o a residuati territoriali. Verrà anche reimpiegata la vegetazione spontanea delle aree umide, nel rispetto dei piani di gestione autorizzati e secondo le attuali opportunità offerte dal Decreto "bioraffinerie".

Saranno valorizzate modalità logistiche di approvvigionamento e di stoccaggio a basso impatto ambientale e a basso fabbisogno energetico. Inoltre, saranno esplorate le potenzialità logistiche del Distretto rappresentate dal porto fluviale, dalla via d'acqua e dai collegamenti ferroviari.

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