Nature Chemistry: quale futuro per la chimica?

In occasione del 10° anno di vita della rivista Nature Chemistry è stato chiesto a eminenti scienziati che lavorano in diverse aree della chimica di prevedere per il prossimo futuro quali saranno gli sviluppi più eccitanti, interessanti o stimolanti relativi al loro campo di ricerca. Ne è uscita una visione collettiva che offre uno scenario credibile per quanto riguarda le sfide che la chimica dovrà affrontare e la sua evoluzione negli anni a venire. Tra questi scienziati, gli unici italiani sono due ricercatrici afferenti INSTM, Silvia Marchesan (UdR Trieste) e Roberta Sessoli (UdR Firenze).

A questo link l’articolo completo: www.nature.com

Silvia Marchesan - La chiralità ha affascinato i chimici per quasi due secoli e offre ancora meraviglie inaspettate su scala che va dal subatomico al galattico. L'omochiralità gioca un ruolo significativo in natura e le sue importanza e utilità nella costruzione di reti macroscopiche funzionali non devono essere sottovalutate. Così come i sistemi supramolecolari che aspirano a imitare l'elegante complessità della natura. Una grande sfida sarà decifrare le regole di progettazione sottostanti che ci consentiranno di codificare le informazioni in complessi eterochirali in grado di autoassemblarsi in strutture gerarchiche e dinamiche con funzioni definite, così come fa la natura con le componenti della vita come la conosciamo.

Roberta Sessoli - Catalizzatori con prestazioni migliorate, dispositivi che richiedono sempre meno energia per funzionare e processi di produzione dell’energia più efficienti costituiscono la strada obbligata da seguire per un mondo sostenibile. Lo spin elettronico gioca un ruolo di primo piano in tutti i processi che implicano il trasferimento di elettroni, e l'evoluzione naturale ha ottimizzato questi processi selezionando la chiralità come componente chiave. Stiamo appena iniziando a comprendere la ricchezza dell'interazione tra spin e chiralità molecolare. Lo sviluppo di nuovi strumenti per studiare e controllare il trasporto degli elettroni spin-dipendente su scala molecolare potrebbe anche aprire nuove prospettive nel settore emergente delle tecnologie quantistiche.

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