Il contributo di Dante Gatteschi

Sebbene la nascita di INSTM si debba all’intraprendenza di Dante Gatteschi, tra i primi ad accorgersi dei cambiamenti e delle nuove necessità della comunità scientifica, una realtà così complessa come quella del Consorzio non può essere opera di un solo uomo. In quel lontano settembre del 1992, infatti, l’intuizione è stata condivisa con altri colleghi e successivamente promossa dall’impulso di un numero ristretto di università italiane – Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Padova, Perugia, Pisa, Roma “La Sapienza” e Torino – che videro in Gatteschi il leader ideale, il primus inter pares, nonostante la giovane età, tra un gruppo di colleghi particolarmente lungimiranti.
Ma chi è Dante Gatteschi? Professore ordinario di Chimica Generale dell’Università di Firenze, il fondatore di INSTM è un personaggio di spicco della ricerca scientifica mondiale: oltre 550 lavori pubblicati su riviste scientifiche internazionali (fonte ISI Web), tra i più citati ricercatori italiani (H-index=77), vincitore di numerosi premi internazionali, tra cui l’Agilent Technologies Europhysics Prize (2002), nonché membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Academia Europaea. Gatteschi inizia a muovere i primi passi nell’ateneo fiorentino sotto la guida di Luigi Sacconi, scienziato di grande talento che riesce, nei primi anni ’70, a raccogliere intorno a sé i giovani più promettenti, tra i quali anche Ivano Bertini, e a dare vita alla cosiddetta Scuola fiorentina di chimica inorganica. In questo fertile contesto, Gatteschi si occupa in un primo momento di chimica dei composti di coordinazione e di spettroscopia EPR, ed in seguito si distinguerà per il suo lavoro pionieristico nel campo del magnetismo molecolare: i risultati di queste ricerche sono stati recentemente riconosciuti da Nature, l’autorevole rivista scientifica, come ‘pietre miliari’ della storia della fisica dello spin. Nel ’92, poi, l’idea di un Consorzio, del quale Gatteschi sarà prima Direttore e poi Presidente ed attraverso il quale coordinerà personalmente numerosi progetti e una Rete di Eccellenza nell’ambito del IV, V, VI e VII Programmi Quadro della Comunità Europea.
Da allora, INSTM si è sviluppato con notevole successo sul territorio nazionale ed ha allargato la partecipazione ad altri atenei quali: Ancona, Bari, Basilicata, Bergamo, Bologna, Brescia, Calabria, Cassino, Catanzaro, Ferrara, Insubria, L'Aquila, Lecce, Messina, Milano Bicocca, Milano Politecnico, Modena e Reggio Emilia, Napoli, Seconda Università di Napoli, Napoli Parthenope, Palermo, Parma, Pavia, Piemonte Orientale, Reggio Calabria, Roma Tor Vergata, Roma TRE, Salerno, Sassari, Siena, Torino Politecnico, Trento, Trieste, Udine, Urbino, Venezia e Verona. Attualmente le università consorziate sono 48 per un totale di oltre 2000 afferenti.

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