25 anni di INSTM

Venticinque anni fa, il 7 settembre del 1992, nasceva a Firenze, da un'intuizione di Dante Gatteschi e di altri colleghi chimici, il Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Chimica dei Materiali (INCM). Un nome che dirà poco ai più, ma che diventerà molto conosciuto, soprattutto tra chi si occupa di Scienza e Tecnologia dei Materiali, quando a metà degli anni ‘90 cambierà in Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM) raggiungendo una completa diffusione su tutto il territorio nazionale (49 università e oltre 2500 afferenti) e diventando, negli anni, senza ombra di dubbio il più grande consorzio italiano nell’area dei Materiali.

Da quel lontano settembre del 1992 fino ai nostri giorni, INSTM ha fatto molto per la ricerca in Italia e in Europa. Dalla sua fondazione, infatti, INSTM ha sviluppato attività a supporto degli atenei consorziati nel settore della Scienza e Tecnologia dei Materiali e anche nel panorama della ricerca internazionale, in particolare quella europea, INSTM ha acquisito nel tempo visibilità e prestigio, coordinando tre reti di eccellenza nell’ambito del VI Programma Quadro della Commissione Europea che hanno dato vita ad organizzazioni integrate permanenti, attive a livello europeo, come l’European Institute of Molecular Magnetism (EIMM), l’European Research Insitute of Catalysis (ERIC) e l’European Centre for Nanostructured Polymers (ECNP).

In totale, in 25 anni, INSTM ha partecipato a 408 progetti, perlopiù a livello nazionale. In Europa, invece, il Consorzio è stato coinvolto in 108 progetti, distribuiti tra IV, V, VI e VII Programmi Quadro e HORIZON2020, gli strumenti pluriennali con cui l'Unione Europea sviluppa e realizza le proprie politiche di ricerca e che rappresentano il principale canale di finanziamento di progetti di ricerca a livello europeo. Di questi, la maggioranza hanno riguardato soprattutto il settore “Nanoscienze, nanotecnologie, Materiali e nuove tecnologie di produzione.

Negli anni, INSTM ha consolidato la collaborazione con il mondo industriale (a testimoniarlo ci sono gli oltre 1000 contratti industriali che ha stipulato con imprese nazionali ed estere) e ha affinato le capacità di attrarre le imprese nel tentativo di creare una massa critica in grado di garantire un maggior successo nei bandi di finanziamento alla ricerca europei.

È questo il solo modo per accedere alle risorse messe a disposizione dalla Comunità Europea. Come già ha saputo fare egregiamente in questi 25 anni, INSTM sarà chiamato sempre di più a svolgere un ruolo cruciale nel creare una visione strategica d’insieme che coinvolga le competenze di tutti i principali attori attorno a progetti sempre più complessi. E in questo il Consorzio è una vera eccellenza italiana.

La qualità del suo operato è stata anche riconosciuta nelle due Valutazioni della Qualità della Ricerca (VQR) promosse dall’ANVUR, alla quali INSTM ha partecipato volontariamente. Nell’ultima (2011-2014) il Consorzio si è classificato primo tra i consorzi italiani nell’area dell’Ingegneria Industriale e dell’Informazione (Area 09), con il 62,1% dei lavori scientifici giudicati “eccellenti”, e secondo in quella delle Scienze Chimiche (Area 03), con ben il 92,2% dei lavori scientifici giudicati “eccellenti”. A questo proposito, il Consorzio punta ad avere un riconoscimento della propria qualità della ricerca anche nella prossima valutazione ANVUR, che è attesa tra circa due anni, e per questo ha bisogno della collaborazione di tutti i propri afferenti: ricordatevi di inserire sempre INSTM nelle affiliazioni delle vostre pubblicazioni.

Chi volesse condividere l'esperienza con INSTM può mandare il proprio ricordo a cgilardelli@instm.it. Le più significative saranno pubblicate sul sito web.

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